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29/09/2022

LO SMART WORKING OLTRE LA PANDEMIA

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È innegabile come la pandemia abbia accelerato l’evoluzione dei modelli di lavoro verso forme di organizzazione più flessibili e a misura di Persona. Stiamo ovviamente parlando dello Smart Working, e di come questa rivoluzionaria modalità, già conosciuta ma poco diffusa, abbia stravolto le vite di tutti, dettando un nuovo modo di rapportarsi con il proprio lavoro. Come ogni cosa, sono subito sorti lati positivi e lati negativi: se da un lato lo smart working ha permesso di conciliare meglio professione ed esigenze personali, dall’altro molti l’hanno vissuto come un problema, per colpa di strumenti informatici inadeguati o spazi non idonei.

Con un lento ma ormai stabilizzato ritorno alla normalità, fingere che tutto questo non sia accaduto sarebbe un grave errore, specialmente alla luce degli ottimi risultati che questa modalità ha permesso alle aziende di registrare. Raggiungimento di obbiettivi sfidanti e miglioramento nella resa dei servizi sono stati riscontrati nelle realtà che hanno implementato un modello positivo di home office, con conseguente aumento della produttività e del benessere dei collaboratori. Un dato che, secondo uno studio del Politecnico di Milano, si traduce in un incremento nelle prestazioni individuali di circa il 15%. Un ritorno economico che per il nostro Paese sfiorerebbe quota 14 miliardi di euro all’anno.

Una modalità inoltre sempre più auspicata dalle nuove generazioni, per bilanciare vita privata e professionale, con la Bentley University che riporta come quasi l’80% dei giovani lavoratori riconosca di essere più produttivo con il lavoro flessibile. Tempi maturi quindi per un superamento della concezione del lavoro come necessità della presenza fisica, con orari vincolanti e micromanagement da parte del datore di lavoro, in favore di elasticità, autonomia e una responsabilizzazione sui risultati.

Come sempre, affinché un cambiamento possa riscuotere successo e non venga invece percepito come una imposizione, è necessario che anche per lo smart working sia un regime concordato con il proprio responsabile nel rispetto di regole comuni e concesso su base volontaria, praticato con strumenti forniti dall’azienda e in modalità mista, di modo da consentire il contatto con i superiori, i colleghi e l’utenza finale.

 

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